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	<title>Quadri - Galleria &#124; Cavalletto Blu</title>
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	<description>Blog personale di Paola Campanella</description>
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		<title>E&#8217; primavera</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 18:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho scelto un modo per celebrarla catturando questa pagina scritta negli anni 50. Rivista Sicilia n 7 “Vita segreta della Sicilia“ di Ezio D’Errico La primavera siciliana è breve come l’adolescenza delle fanciulle isolane che non hanno il tempo di &#8230; <a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/2012/03/primavera/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2012/03/mandorlo-in-fiore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-752" title="mandorlo-in-fiore" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2012/03/mandorlo-in-fiore.jpg" alt="" width="530" height="398" /></a></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Ho </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">scelto </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">un </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">modo </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">per </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">celebrarla </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">catturando </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">questa </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">pagina </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">scritta </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">negli </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">anni </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">50.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Rivista Sicilia n 7 “Vita segreta della Sicilia“ di Ezio D’Errico</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">La primavera siciliana è breve come l’adolescenza delle fanciulle isolane che non hanno il tempo di posare il velo della Prima Comunione, che già devono confezionare quello da sposa, e appena deposta la bambola, cullano il primo nato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">L’estate invece è un dramma orgiastico splendente come il sangue, ardente come un braciere, affascinante come una piaga. L’estate è il solstizio decapitato, le nozze della terra con il mare, la vampa sull’arida pomice, lo scirocco fra le opunzie sfregiate da cicatrici, l’abbacinante calura che sbianca il cielo. L’odore di strinato sulle groppe fumide, il lezzo delle alghe putrefatte, l’insonnia delle notti nell’ipnosi della luna arancione, il fiato che sa di tuberose. l’estate piomba sull’Isola come una meteora di fuoco, risuona come un gong fra le rupi azzurre e il mare vermiglio per la carneficina della mattanza. L’estate ronza di fuchi e calabroni, tonfa di mortaretti, rulla di tamburi, squilla di campane, odora di ragia, di incenso e di pepe.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Estenuati giungono i siciliani ad un autunno elegante, senza nebbie, e con quel poco di acquerugiola appena necessaria per dissestare i giardini arruffati di liane e stellati di gelsomino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Allora le fanciulle vestono di panno color tabacco biondo, pergamena , sabbia tortora e foglia secca. (….) i siciliani coccolano il loro breve inverno con la cura gelosa del collezionista, e lo sorvegliano come fanno gli allevatori per gli esemplari rarissimi. Hanno le nevi dell’Etna, è vero, ma si stagliano contro un cielo implacabilmente azzurro e sembra neve dipinta. Fra dicembre e gennaio, sulle coste che guardano l’africa i forestieri fanno il bagno, e i nativi crollano il capo e li gratificano di “foddi”. In febbraio qualcuno svegliandosi all’alba, crede di vedere gli alberi inzuccherati di brina, ma sono i mandorli che incominciano a fiorire- le stagioni siciliani sono tuttavia quattro, e soltanto la gente di poca fede può metterlo in dubbio, ma fanno parte della vita segreta dell’Isola, e vanno decifrate in base al calendario delle sagre, alla sapienza spicciola dei proverbi popolari, al volo degli uccelli migratori (…)</span></p>
<p><a href="https://plus.google.com/114964364903365370985?rel=author">Paola Campanella</a></p>
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		<title>Confini</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 18:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Complice il recente fenomeno di velocizzazione dei processi di trasformazione, oggi osserviamo l’avanzare di un paesaggio (sia urbano che di frangia) della frammentazione e dell’incompiutezza. Quanto ci costa in termini di involuzione culturale il diffuso degrado di alcuni ambiti urbani &#8230; <a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/2012/03/confini/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Complice il recente fenomeno di velocizzazione dei processi di trasformazione, oggi osserviamo l’avanzare di un paesaggio (sia urbano che di frangia) della frammentazione e dell’incompiutezza. Quanto ci costa in termini di involuzione culturale il diffuso degrado di alcuni ambiti urbani e di parte del nostro paesaggio? Quanto ci costa in termini di immagine nei confronti del resto del mondo? Quanto in termini di disagio giovanile, il non riconoscersi in ambienti che sono sempre più anonimi e lontani da ogni parvenza di organizzazione di spazi di civile e regolata convivenza?<br />
Il dolore generato dalla costruzione di spazi alienanti ritorna in termini di violenza, apatia, tendenza alla dissociazione e voglia di fuggire.</p>

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<p style="text-align: justify;">Questo si traduce in un costo per la società, che prima si illude di risparmiare nelle azioni di recupero delle periferie e dei paesaggi degradati, ma che poi deve intervenire sulle drammatiche conseguenze generate nell’uomo da questa indifferenza.<br />
La recente crisi verificatasi in Europa, inoltre, incide pesantemente aggravando le condizioni già osservate, perché i costi per l’intervento sono elevati sia in termini di progettazione che in termini di impiego di materiali e mezzi.<br />
Restano intorno dei paesaggi sospesi, come in attesa che si sovrappongono e si contagiano tra di loro, generando degrado su degrado e alimentando il senso di provvisorietà e di marginalità nelle comunità residenti.<br />
Queste elaborazioni di immagini fotografiche digitali, vogliono fare riflettere sul tema e indurre ad una seria valutazione del fenomeno nelle sue reali proporzioni.</p>
<p><a href="https://plus.google.com/114964364903365370985?rel=author">Paola Campanella</a></p>
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		<title>SUL PONTE CHE NON C’E’</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 18:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  E adesso che le polemiche sul ponte sullo stretto sembrano essersi spente, è interessante condividere questo breve stralcio tratto da:  Rivista sicilia n 7  del  1954 Calabria e Sicilia si guardano Gian Paolo Gallegari  (…)Mi sovvenne il progetto del &#8230; <a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/2012/03/sul-ponte-che-non-ce/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2012/03/stretto1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-748" title="stretto" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2012/03/stretto1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></strong></p>
<p>E adesso che le polemiche sul ponte sullo stretto sembrano essersi spente, è interessante condividere questo breve stralcio tratto da:</p>
<p> Rivista sicilia n 7  del  1954<br />
<strong>Calabria e Sicilia si guardano</strong></p>
<p>Gian Paolo Gallegari</p>
<p> (…)<em>Mi sovvenne il progetto del ponte che dovrebbe in futuro collegare la Calabria alla Sicilia e pensavo che se ci fosse già stato, dai nostri cinquemila metri sarebbe apparso come un minuto duplice segmento segnato a matita: tanti miliardi indicati da un segno convenzionale. Il Ponte sullo Stretto: l’avvenire, il progresso, la fine del mito di Scilla e Cariddi. Mi sento in perpetua contraddizione fra la civiltà che ha i suoi diritti dinamici e la tradizione che ha il suo colore e i suoi classici richiami. Penso con soddisfazione alle file di autocarri che alla notte con la lama dei loro fari legheranno Reggio a Messina, ma temo di perdere la magia delle luci di Messina, viste da Reggio, come staccate da un altro mondo e riflesse sul mare; e il traffico delle barche fra le due rive, con verdure e masserizie; e il solenne arrivo del traghetto con i suoi vagoni ferroviari pieni di gente ai finestrini; e quel riprendere dei treni e delle automobili dal mare alla terra, dal lento trasporto alla corsa autonoma, tutto come una pausa necessaria alle cose e alle menti perché sia ben netto il passaggio dall’isola al continente. (…) il mare , anche in un braccio sottile come questo, divide; un ponte unisce, dà continuità alle terre e spezza i confini.</em></p>
<p><a href="https://plus.google.com/114964364903365370985?rel=author">Paola Campanella</a></p>
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		</item>
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		<title>Comunicazione e cultura visiva nella società da Grand Tour virtuale</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 11:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero le interconnessioni tra il fenomeno comunicazione via internet, il mondo del turismo e l&#8217;adattamento dei tradizionali codici di comunicazione dell&#8217;immagine Le immense possibilità di comunicazione di conoscenze ed immagini offerte dall&#8217;era di Internet, ci spingono oggi al dibattito sui &#8230; <a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/2011/12/comunicazione-e-cultura-visiva-nella-societa-da-grand-tour-virtuale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em>Ovvero le interconnessioni tra il fenomeno comunicazione via internet, il mondo del turismo e l&#8217;adattamento dei tradizionali codici di comunicazione dell&#8217;immagine</em></p>
<p><em>Le immense possibilità di comunicazione di conoscenze ed immagini offerte dall&#8217;era di Internet, ci spingono oggi al dibattito sui nuovi sviluppi determinati da tale fenomeno in vari ambiti, come quello ad es. del </em><strong><em>turismo</em></strong><em>, circa le effettive influenze e/o interferenze che certamente si sono immesse in un sistema che, fino a un certo periodo storico, si è sviluppato secondo canali codificati.</em></p>
<p><em> Capire quali sono le ricadute o le connessioni sia in termini </em><strong><em>socio-culturali </em></strong><em>che</em><strong><em> percettivi</em></strong><em>, è di grande interesse. Pertanto, scoprire l&#8217;evoluzione e il riadattamento di tutti quei</em><strong><em> codici di comunicazione -</em></strong><em>che da sempre hanno reso possibile la veicolazione del messaggio tra mittente e ricevente-, nell&#8217;ambito dei nuovi canali di comunicazione, è utile alla identificazione delle molteplici dinamiche in atto.</em></p>
<p> <img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour1.jpg" alt="tour1" width="210" height="140" /><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour2.jpg" alt="tour2" /></p>
<p><em>E&#8217; chiaro infatti che le nuove modalità di trasmissione di messaggi tendono a modificare i tradizionali modi di interpretazione e lettura delle immagini.</em></p>
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<p><em>Svolte queste premesse, tenteremo di esplorare le possibili interconnessioni tra il fenomeno comunicazione in rete e le implicazioni sulla percezione delle immagini prodotte da quella società (che qui definiremo del Grand Tour virtuale), divenuta emittente e ricevente al tempo stesso di immagini e contenuti. </em></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour3.jpg" alt="tour3" width="210" height="194" /></p>
<p>Comunicazione… sembra lo slogan del secolo! Accade paradossalmente però che la dilatazione degli spazi comunicativi vada a volte a discapito dei reali spazi di comunicazione, eliminando tutti i presupposti che hanno da sempre consentito la cosiddetta comunicazione “non verbale”.</p>
<p>  Assume in tale contesto una importanza rilevante mantenere comunque dei <a title="Codici comunicativi" href="http://www.fotoartearchitettura.it/wikifaa/Codici-comunicativi.htm"><strong>codici comunicativi</strong></a>, al fine di garantire ad una moltitudine eterogenea di uomini e culture una corretta comunicazione che, essendo appunto spesso “non diretta”, può generare conflitti nell&#8217;interpretazione delle opinioni, delle esperienze e dei contenuti espressi.</p>
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<h1>La comunicazione di ritorno</h1>
<p>Assimilata la consapevolezza della rivoluzione instaurata nel mondo della comunicazione dai media e consolidatasi la coscienza dell&#8217;enorme incremento produttivo di immagini introdotto dalla macchina fotografica ad uso comune e <strong>turistico</strong>, oggi l&#8217;attenzione si è concentrata intorno al fenomeno della loro diffusione attraverso i nuovi canali – Internet, telefonino ecc….. E&#8217; accaduto che il soggetto ricevente, che prima era soggetto tendenzialmente passivo, oggi è a tutti gli effetti divenuto soggetto attivo, attore principale nel veicolare la comunicazione.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour7.jpg" alt="tour7" /><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour8.jpg" alt="tour8" /></p>
<p>Questo lo notiamo anche nel mondo della TV, dove è l&#8217;audience da parte dei fruitori a determinare o no, la continuazione di una determinata trasmissione, a decidere a quale ora e cosa deve passare in tv, e quindi indirettamente fornisce al media la sostanza con la quale esso è chiamato a formare i successivi fruitori. Il ricevente veicola l&#8217;informazione ricevuta, in un gioco di rimandi rispecchiandosi, in un certo senso in quello che la tv trasmette. Ecco perché alcuni studiosi affermano che la tv in fondo oggi, è un po&#8217; come lo specchio della società contemporanea. Ebbene questo tipo di attorializzazione del soggetto ricevente è oggi sempre più marcata in virtù della interattività, che introduce una comunicazione ancora più diretta tra soggetto emittente e soggetto ricevente, per cui i desideri di quest&#8217;ultimo vengono registrati in tempo reale dall&#8217;emittente che altera, in relazione ad essi, addirittura il proprio fine comunicativo.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour9.jpg" alt="tour9" width="210" height="157" />Accade così che in qualche caso, il ricevente assuma nei confronti del media televisivo una posizione di distacco perché capisce che ciò che gli viene offerto è semplicemente un &#8220;ritorno&#8221; di ciò che lui stesso vuole vedere o sapere.</p>
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<p><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour10.jpg" alt="tour10" width="210" height="158" />Ebbene, in questo contesto intervengono i nuovi canali di comunicazione, che vengono percepiti come informazione più spontanea, più <strong>autentica</strong> e pertanto offerta per quello che è, alla interpretazione del ricevente. Recentemente sono state avviate numerose iniziative da parte di emittenti televisive che invitano gli utenti a realizzare essi stessi dei video, in relazione ad esempio a delle loro fortuite presenze nei luoghi oggetto di cronaca.</p>
<p> <strong>Emblematico il caso dei video girati con il telefonino durante l’alluvione di Genova… i video realizzati dalla gente comune sono stati percepiti dalla popolazione come più “veri” di quelli proposti dal telegiornale.</strong><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour11.jpg" alt="tour11" width="210" height="166" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour12.jpg" alt="tour12" width="210" height="118" /></p>
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<p>Il soggetto ha la sensazione di perdere la sua qualità “quantitativa” per acquistare di nuovo una individualità.</p>
<p>La sua modalità di “navigazione” internet non segue precise regole, e avviene a volte in maniera casuale, disordinata….uno zapping che lo conduce ad esplorare, che lo fa sentire più libero nella acquisizione delle informazioni che ritiene essere meno veicolate dal momento che provengono da una quantità innumerevole di soggetti e motivazioni…. Vede Internet come una piazza, dove c&#8217;è il caffè, la libreria, l&#8217;edicola, qualche negozietto, l&#8217;amico con cui chiacchierare. Una piazza dove ci si può svagare, informarsi, scambiare opinioni diverse. Qui, in questa pubblica piazza, priva di incontri reali, ma che ha amplificato le possibilità di incontri virtuali, nasce e si sviluppa la nuova <strong>società da Grand Tour virtuale</strong>.</p>
<p>Tale società, è composta da chi adopera internet per conoscere, documentarsi, ampliare le proprie opinioni. Si tratta naturalmente anche di porsi in contatto con altre culture, (che non sono solo quelle di altre nazioni, ma che possono essere anche quelle che derivano da una diversa formazione avuta in ragione di studi, esperienze lavorative, sociali, religiose, percettive diverse). Siccome lo spirito ultimo del viaggio è quello del confronto con altre realtà, anche navigare in internet può rappresentare un modo di poter viaggiare, anche se spesso il navigare nasce semplicemente dalla necessità di apprendere notizie sul luogo che si vorrebbe visitare. Si verifica spesso una interazione tra coloro che, avendo vissuto una esperienza di viaggio desiderano metterne in rete alcune scoperte, sensazioni, emozioni, e coloro che, nella prospettiva o no, di poterla poi materialmente concretizzare, ne fruiscono allo scopo di documentarsi velocemente. L&#8217;immagine, offerta al navigatore, deve pertanto possedere alcune specifiche caratteristiche che non sono le stesse delle immagini che devono comunicare al di fuori di internet, e cioè, una veloce “caricabilità”, l&#8217;immagine deve essere  generalmente offerta a bassa definizione. Non deve essere troppo “vista”, perché vi è il rischio che la ripetitività della immagine la renda stereotipata e inoltre deve essere capace di “parlare da sé”. Basta quindi con le immagini dei soliti noti….   <img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour14.jpg" alt="tour14" width="135" height="250" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour15.jpg" alt="tour15" width="88" height="250" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour16.jpg" alt="tour16" width="210" height="140" /></p>
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<p> Il popolo di internet vuole vedere <strong>aspetti inediti</strong> delle località che desidera visitare, vuole che le immagini siano proposte da viaggiatori veri, che mostrano il luogo com’è veramente e non come viene proposto dalle pubblicità a scopo turistico. A tale scopo si sono moltiplicati i siti dove gli utenti inviano immagini, commenti e giudizi sui luoghi, sugli alberghi, sui ristoranti e in generale sull’ospitalità dei luoghi visitati personalmente. </p>
<p> <img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour17.jpg" alt="tour17" width="210" height="158" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour18.jpg" alt="tour18" width="210" height="211" />Alcune immagini tratte dal sito sicilianelcuore.net, che mostrano aspetti poco diffusi del paesaggio siciliano.<br />
<img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour20.jpg" alt="tour20" width="165" height="220" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour21.jpg" alt="tour21" width="187" height="280" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour22.jpg" alt="tour22" width="148" height="200" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour23.jpg" alt="tour23" width="210" height="140" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour24.jpg" alt="tour24" width="210" height="158" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour25.jpg" alt="tour25" width="210" height="158" /><img class="ngg-singlepic ngg-center alignleft" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/varie/tour26.jpg" alt="tour26" width="210" height="158" /></p>
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<p><a href="https://plus.google.com/114964364903365370985?rel=author">Paola Campanella</a></p>
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		<title>Nove modi di leggere la Gioconda…. Una conferma dal web</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 12:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[L’anno scorso, l’11 Novembre 2010, pubblicavo una mia personale intuizione sulla Gioconda di Leonardo Da Vinci, basata sulla velata presenza del numero nove quale possibile chiave di lettura del famosissimo dipinto. Effettuando delle ricerche sul web, mi accorgo che Silvano &#8230; <a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/2011/10/nove-modi-di-leggere-la-gioconda%e2%80%a6-una-conferma-dal-web/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’anno scorso, l’11 Novembre 2010, pubblicavo una mia personale intuizione sulla Gioconda di Leonardo Da Vinci, basata sulla velata presenza del numero nove quale possibile chiave di lettura del famosissimo dipinto. Effettuando delle ricerche sul web, mi accorgo che Silvano Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la valorizzazione dei Beni storici, culturali e ambientali nel Gennaio 2011, in seguito a degli studi approfonditi basati sull’osservazione del dipinto afferma di avere individuato la presenza del numero 72 in uno degli archi del piccolo ponte collocato sullo sfondo del quadro leonardesco.<br />
<em>“Il numero 72 &#8211; afferma &#8211; riveste una ridda di significati che attraversano la tradizione ebraico-cabalistica, quella cristiana, quella dei templari, quella magica-naturalistica sell’umanesimo italiana. Leonardo come io credo, appose il numero 72 e lo investì di vari significati”. </em>E continua:<em> “La somma del 7 più 2 dà 9. Il nove significa l’iniziazione, ovvero la Divinità immanente che si manifesta all’uomo che la rappresenta”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Trovo interessante l’intervista fornita al sito <a href="http://intervistemadyur.blogspot.com/2011/02/intervista-silvano-vinceti-ha-scoperto.html" target="_blank">intervistemadyur.blogspot.com</a>, al quale rinvio per una maggiore completezza di informazioni, invitandovi comunque al leggere il saggio da me realizzato nel Settembre 2010 dal titolo “<a href="http://www.fotoartearchitettura.it/si-parla-di-arte/9-modi-di-vedere-la-gioconda.html" target="_blank">Nove modi di leggere la Gioconda</a>” su FotoArteArchitettura.it.</p>
<p><a href="https://plus.google.com/114964364903365370985?rel=author">Paola Campanella</a></p>
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		<title>Cascata: la caduta. L’arrivo</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Presento l’ultima opera da me realizzata in ordine di tempo. Il titolo dell’opera è: “Cascata: la caduta. L’arrivo”. Il supporto è un pannello in laminato. La tecnica è mista: vernici e colore ad olio. Le dimensioni sono 90 x 90 &#8230; <a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/2011/10/cascata-la-caduta-larrivo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Presento l’ultima opera da me realizzata in ordine di tempo. Il titolo dell’opera è: “<em>Cascata: la caduta. L’arrivo</em>”. Il supporto è un pannello in laminato. La tecnica è mista: vernici e colore ad olio. Le dimensioni sono 90 x 90 per singolo pannello. L’opera deve essere considerata non per singolo pannello ma come un’ opera completa, che comprende i due pannelli insieme e le fotografie a corredo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadri/cascata.jpg" alt="cascata" /></p>
<p align="justify">Mi sono avvalsa di una tecnica di dripping verticale, per cui il colore non è stato fatto gocciolare sul supporto disposto orizzontalmente (sul pavimento), ma lo sgocciolamento è stato provocato dal lancio del colore verso il supporto, posizionato in modo verticale. Non di vero e proprio sgocciolamento quindi si tratta, ma di “gesto”. Si tratta pertanto di una tecnica simile a quella utilizzata dagli artisti dell’action painting, che mira a conferire un senso dinamico all’intera composizione grazie all’immediatezza del procedimento creativo. Tuttavia il risultato è guidato, al fine di fare riconoscere all’osservatore l’effetto di un <em>qualcosa</em> <em>di esistente</em>, in questo caso una cascata, che propone di sé l’effetto dell’acqua quando cade e dell’acqua quando al suo arrivo provoca schizzi cadendo sull’acqua sottostante. Si consideri anche che, l’inserimento di strati di colore resi al fine di provocare effetti materici, può ricordare alcune forme di arte povera.</p>
<p align="justify">Ma la vera originalità dell’opera consiste, a mio avviso, nel suo dialogare con la fotografia. Una serie di immagini fotografiche digitali dell’opera stessa, da me realizzate, mostrano i diversi effetti ottenibili cambiando il punto di vista e la distanza dall’opera. In questo modo si può ottenere una amplificazione della sensazione dinamica, o una accentuazione degli effetti materici, o una distorsione tale da realizzare di fatto altri singolari effetti percettivi. Altri “quadri” che esistono solo virtualmente, poiché generati dalla distorsione attuata dall’obbiettivo del mezzo fotografico.</p>
<p align="justify">L’opera nel suo complesso (pannelli dipinti più foto), diviene quindi uno spunto per riflettere sul concetto di fotografia, di riproducibilità delle opere d’arte, e perché no anche sul concetto di movimento del fruitore nello spazio antistante l’opera. È come se si volesse suggerire che l’opera non è fatta per essere fruita come un qualcosa di statico, ma come un oggetto che presuppone il movimento dell’osservatore. Un soggetto dinamico che richiede un fruire dinamico. La collocazione ottimale è pertanto non a parete, ma sospesa ad una distanza dalla superficie verticale della parete, tale da consentire una visualizzazione dell’opera non esclusivamente frontale. Tale collocazione potrà favorire la percezione delle concrezioni di colore, una loro esaltazione con luce radente, per offrire inediti affetti di luce e di ombre. Quest’opera si può collegare con le contemporanee interpretazioni dei paesaggi, non più visti come entità statiche ma in continuo movimento, pertanto si inserisce nella serie intitolata “Percezioni: paesaggi dinamici”.</p>
<table width="200" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/caduta9.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta9.jpg" alt="" /></a></td>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta8.jpg" alt="" /></td>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta4.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/verticalismo2.jpg" alt="" /></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/arrivo2.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/arrivo2.jpg" alt="" /></a></td>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta11.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/caduta14.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta14.jpg" alt="" /></a></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/arrivo-particolare-8.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/arrivo-particolare-8.jpg" alt="" /></a></td>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/particolare18.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/arrivo-particolare-5.jpg" alt="" /></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/cascata-particolare2.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/cascata-particolare2.jpg" alt="" /></a></td>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/arrivo-particolare7.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta5.jpg" alt="" /></td>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/arrivo4.jpg" alt="" /></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/caduta12.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta12.jpg" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/cascata4.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/cascata4.jpg" alt="" /></a></td>
<td><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta4.jpg" alt="" /></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/cascata-particolare2.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/cascata-particolare2.jpg" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/caduta15.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta15.jpg" alt="" /></a></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/arrivo3.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/arrivo3.jpg" alt="" /></a></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/caduta10.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta10.jpg" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/obliquo.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/obliquo.jpg" alt="" /></a></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/particolare9.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/particolare9.jpg" alt="" /></a></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/cascata2.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/cascata2.jpg" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/cascata1.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/cascata1.jpg" alt="" /></a></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/caduta16.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/caduta16.jpg" alt="" /></a></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/arrivo-particolare2.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/arrivo-particolare2.jpg" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/orizzontale5.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/orizzontale5.jpg" alt="" /></a></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/particolare3.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/particolare3.jpg" alt="" /></a></td>
<td><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/altro/orizzontale.jpg" target="_blank"><img src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/orizzontale.jpg" alt="" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il dipinto osservato nella sua struttura, nei particolari attraverso l’indagine della fotografia, ci ha indotto a <em>viaggiare</em> dal generale al particolare, facendoci partecipi di nuove scoperte. Questa operazione di “destrutturazione”, questo <em>modo di procedere,</em> io l’ho chiamato <strong>destrutturativismo</strong>. Infine l’ultima fase che ha previsto una ricomposizione delle parti fotografate del dipinto, attraverso la manipolazione digitale delle fotografie ci offre un nuovo insieme, la cui matrice è comunque riconoscibile. Una tecnica artistica (il dipinto), si presta ad un’altra (la fotografia) che a sua volta si concede ad un’altra ancora (la manipolazione digitale). Questo “mantenimento” nel passaggio da un mezzo ad un altro, della sensazione iniziale, pur avendo manipolato a vario modo la composizione iniziale, consiste nel valore complessivo dell’opera. È come un mantenimento del <em>genius loci</em> di un paesaggio. È il permanere di una vocazione. È un’idea che riaffiora, dopo una tempesta.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/bicro-mie2.jpg" alt="" width="580" height="580" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/bicro-mie3.jpg" alt="" width="580" height="580" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/gallery/quadro/quadri-cromie.jpg" alt="" width="580" height="580" /></p>
<p><a href="https://plus.google.com/114964364903365370985?rel=author">Paola Campanella</a> &#8211; 2011</p>
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		<title>L’antica Arte di rappresentare il Divino diventa spunto di meditazione contemporanea</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 06:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è un’arte che ha un sapore antico di canti e di preghiere, che ci fa sentire l’eco di antichi rituali di danze cristiane, di ritmi che recano in sé il silenzio ed il suono, l’ombra e la luce. Un’arte che &#8230; <a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/2011/10/lantica-arte-di-rappresentare-il-divino/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_324" class="wp-caption alignleft" style="width: 273px"><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/10/particolare.jpg"><img class="size-full wp-image-324" title="particolare" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/10/particolare.jpg" alt="" width="263" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">“Celebrazione Eucaristica” - particolare</p></div>
<p align="justify">C’è un’arte che ha un sapore antico di canti e di preghiere, che ci fa sentire l’eco di antichi rituali di danze cristiane, di ritmi che recano in sé il silenzio ed il suono, l’ombra e la luce. Un’arte che rievoca il senso dell’importanza della coesistenza del contemplare e dell’agire, frutto di un meditare lento che precede il gesto artistico prima che esso possa tradursi in immagine. Un’arte, ricca di significati che a volte ci sfuggono e che sembrano quasi non appartenere più all’uomo contemporaneo, costretto dall’incalzare del tempo, a non dare più spazio al tempo per riflettere.<br />
Questa arte antica è l’arte delle antiche icone che un giovane artista, Francesco Corso, oggi porta all’attenzione del pubblico, conferendovi un significato nuovo per farla diventare arte del nostro tempo.<br />
Per potere essere frutto del nostro tempo infatti, questa antica Arte Sacra, (sacra perché nel sacro affonda le sue radici, sacra perché del sacro fa il suo fondamento), deve poter essere capace di trasmettere all’osservatore il percorso interiore, il travaglio generativo, che ha guidato la mano dell’artista e lo ha condotto all’opera. Deve poter fare emergere il tormento e la fede, l’amore profuso per Dio e, perché no, anche il dubbio. Perché è anche del dubbio che oggi si nutre la fede, quel dubbio che ci spinge a cercare Dio, in ogni gesto del nostro vivere o in ogni sosta che ci concediamo.</p>
<dl id="attachment_323" class="wp-caption alignleft" style="width: 294px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/10/eucarestia.jpg"><img class="size-full wp-image-323        " style="margin: 0px;" title="eucarestia" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/10/eucarestia.jpg" alt="Celebrazione Eucaristica" width="284" height="207" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">&#8220;Celebrazione Eucaristica&#8221; &#8211; Acrilico su tela, 70&#215;100 – 2011- Francesco Corso</dd>
</dl>
<p align="justify">Non di un semplice recupero, di tecniche e simboli, di materiali e pigmenti quindi, ma qualcosa di più: un autentico anelito di fede che si traduce nel bisogno che lo sguardo di Dio, non si posi solamente su di noi, ma che ci raggiunga veramente in modo così potente da poterci trasformare, redimere, salvare, farci rinascere. Questo bisogno, questo forte anelito di fede, può tradursi in preghiera, farsi canto o parola, oppure, può rendersi materia visibile attraverso l’arte, che non è solo arte che <em>parla</em> di Dio, ma arte che è parte integrante del nostro <em>sentire</em> Dio, del nostro cammino verso Dio, della necessità di <em>aspirare a contemplare</em> il volto di Dio.<br />
Questa ricerca, a mio avviso, ha condotto Francesco Corso nel realizzare le sue opere di pittura sacra contemporanea. Le opere, sono state esposte nel corso di una mostra dal titolo “Uomo, Universo e Dio simbolo dell’anima”, che si è svolta a Palermo, al Real Albergo dei Poveri in Corso Calatafimi e che ha visto oltre all’autorevole presenza di Aurelio Pes, illustre critico d’arte, anche un notevole successo di pubblico.</p>
<div id="attachment_322" class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/10/pes.jpg"><img class="size-full wp-image-322" title="pes" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/10/pes.jpg" alt="" width="350" height="303" /></a><p class="wp-caption-text">Aurelio Pes</p></div>
<p> <a href="https://plus.google.com/114964364903365370985?rel=author">Paola Campanella</a></p>
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		<title>Quale il “valore” della net-art</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 08:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital Art]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinema 3D, ricostruzioni di paesaggi virtuali, manipolazioni video ci portano oggi a modificare il nostro modo di vedere le cose senza esserne profondamente consapevoli. Il nostro rapporto di fiducia con il mondo delle immagini è stato del tutto compromesso e &#8230; <a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/2011/07/ciao-mondo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/07/1.jpg"><img class="size-full wp-image-13 alignleft" title="1" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/07/1.jpg" alt="" width="250" height="183" /></a><br />
</em></p>
<p align="justify">Cinema 3D, ricostruzioni di paesaggi virtuali, manipolazioni video ci portano oggi a modificare il nostro modo di vedere le cose senza esserne profondamente consapevoli. Il nostro rapporto di fiducia con il mondo delle immagini è stato del tutto compromesso e oggi non sappiamo più distinguere ciò che è vero da ciò che è virtuale.</p>
<p align="justify">Questa è una delle opinioni maggiormente diffuse quando si parla di rivoluzione digitale. Sicuramente l&#8217;era digitale ha condotto ad un nuovo modo di percepire la realtà. Tutto ci appare come alterato, ridefinito e ricomposto in una nuova realtà alla quale noi rispondiamo in maniera diversa.</p>
<p align="justify">Il nostro modo di rapportarci dipende infatti dall&#8217;età che abbiamo, dal nostro riconoscere o meno le potenzialità comunicative dei nuovi mezzi, dalla nostra capacità di vivere gli spazi virtuali.</p>
<p align="justify">Ma vediamo come si è evoluto questo processo, in riferimento allo svilupparsi di quelle forme artistiche che oggi sono conosciute con il nome di <em>netart</em>, e che dilagano nel Web, moltiplicandosi quasi all&#8217;infinito nel contesto della comunicazione globale.</p>
<p align="justify">Le forme d&#8217;arte sviluppate con il supporto di tecnologie computerizzate hanno iniziato il loro cammino circa quaranta anni fa. Le prime esperienze comprendevano la cosiddetta <em>videoarte</em> che si è evoluta attraverso l&#8217;introduzione di vari sistemi di interattività utili ad un sempre maggiore coinvolgimento dello spettatore, che diventava in alcune forme addirittura parte stessa dell&#8217;opera (video installazioni interattive).</p>
<p align="justify">La new media art, computer art o arte digitale, ci affascina per i contenuti innovativi di cui è portatrice, ma nello stesso tempo ci costringe ad interrogarci sulla influenza che questo tipo di forma artistica può esercitare sulle opere d&#8217;arte tradizionalmente intese. È innegabile infatti che la portata rivoluzionaria di questi fenomeni artistici, che vanno tutti sotto la comune etichetta di arti elettroniche, è enorme come lo sconvolgimento che il computer ed internet hanno già portato all&#8217;interno della nostra società.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify">Bisogna prendere coscienza che si sta assistendo ad un capovolgimento che interessa gli elementi stessi della questione artistica e cioè: l&#8217;opera, il suo autore e il fruitore. Prima un opera artistica veniva realizzata da un individuo, aveva una committenza e veniva esposta ad una fruizione collettiva.</p>
<p align="justify">Adesso, come nel caso dell&#8217;arte elettronica, le opere vengono realizzate prevalentemente da gruppi, mancano di una ben definita committenza e vengono esposte ad alla fruizione soggettiva dell&#8217;uomo davanti al computer; anche nel caso delle video-istallazioni interattive realizzate per un pubblico di un museo, la fruizione dell&#8217;opera è esercitata da un singolo individuo che attraverso l&#8217;interattività si relaziona con essa in modo soggettivo.</p>
<p><a href="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/07/2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-14" title="2" src="http://cavallettoblu.fotoartearchitettura.it/wp-content/uploads/2011/07/2-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>La trasmissione televisiva <em>Chetempochefa</em> fa largo uso nelle sua scenografie della grafica digitale.</p>
<p align="justify">Oggi, attraverso la tecnologia, siamo in grado di comunicare in tempo reale con persone dovunque esse si trovino, trasmettiamo immagini senza limiti di tempo e di spazio e possiamo modificare un oggetto a migliaia di chilometri di distanza interagendo in un ambiente attraverso il computer; siamo insomma contemporaneamente immersi in diverse realtà e culture, e tutto ciò lo facciamo in maniera estremamente fluida e veloce. Nell&#8217;era della riproducibilità, anche genetica, ci chiediamo se ha ancora senso legare il valore di un opera esclusivamente alla sua caratteristica di unicità e quindi al valore che si può ad essa attribuire relativamente al possesso esclusivo o alla sua limitazione. . Sempre più numerosi sono infatti gli artisti di strada telematica, che propongono su internet, attraverso i più svariati canali, le loro opere. Il più delle volte esse vengono offerte gratuitamente al pubblico perché “scaricabili” direttamente dal computer. Nelle scenografie di programmi televisivi, di opere cinematografiche, di spettacoli dal vivo, sono sempre più presenti gli scenari digitali. C&#8217;è da chiedersi se le opere di grafica realizzate al computer, e quindi indefinitamente replicabili con una semplice operazione di duplicazione del file, abbiano un valore proprio in relazione al loro essere espandibili in tutta la rete telematica che non invece in quello di essere scarsamente disponibili in numero di copie… Per esse è quindi impossibile utilizzare criteri di valutazione simili a quelli delle opere tradizionali di tipo materico-visivo.</p>
<p align="justify">Possiamo quindi solamente ipotizzare che il valore dell&#8217;opera priva di fisicità, stia tutto nella forza attrattiva dell&#8217;immagine, nel potenziale esprimibile e nel messaggio, esplicito o subliminale che sia, e che il fatto di essere riproducibile e di raggiungere un numero elevatissimo di soggetti attraverso la sua trasmissibilità, ne possa amplificare il valore, invece che ridurlo.</p>
<p align="justify">Sono stati espressi dei giudizi che mirano a stroncare una parte della produzione grafica diffusa su internet, giudicandola priva di valore artistico. Tentare oggi di dare dei giudizi di qualsiasi tipo alle singole opere prodotte all&#8217;interno di questo fenomeno è invece un errore.</p>
<p align="justify">A chi non è capitato di vedere una di quelle immagini composte da innumerevoli fotografie che, accostate fra loro e usate come punti di colore, concorrono a formare il soggetto rappresentato dall&#8217;immagine complessiva? Ecco, adesso è come se nei riguardi del fenomeno dell&#8217;arte digitale in rete, noi ci trovassimo in una posizione di osservazione troppo vicina che non ci consente di vedere il disegno complessivo ma soltanto le singole immagini che contribuiscono a comporlo, e tentiamo di dare un giudizio ad ognuna di esse, senza tenere conto che in realtà il loro valore sta nell&#8217;insieme e non nel particolare.</p>
<p><a href="https://plus.google.com/114964364903365370985?rel=author">Paola Campanella</a></p>
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